Una pittrice che mi piace molto e della quale già altre volte ho parlato qui. Non ho ancora avuto l'opportunità di visitare una sua mostra. Qualcuno di voi potrebbe non essere lontano da Piacenza e quindi approfittare di questa occasione. Per il mio Blog autunnale ho scelto l'immagine di uno dei suoi quadri di natura morta. Un omaggio a lei con questo quadro dolcissimo.
Sono rimasta molto colpita da questa riflessione sul valore della preghiera e desidero condividerla.
Chi prega riceve grandi doni dalla sua preghiera, prima ancora di ricevere quello che chiede. La preghiera calma i turbamenti dell'anima, assopisce la collera, scaccia la gelosia, spegne la cupidigia, diminuisce e inaridisce l'attaccamento ai beni di questa terra, procura allo spirito una pace profonda.
Vecchia poesia, bellissima e sempre nuova. Mi piace: forse perchè la conosco a memoria.
Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d'acqua natia rimanga né cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d'avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina!
Ora lungh'esso il litoral cammina la greggia. Senza mutamento è l'aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquio, calpestio, dolci romori.