giovedì 10 settembre 2009
domenica 23 agosto 2009
Una pillola per lo spirito

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
( salmo14)
Basterebbe prendere ogni giorno anche una sola indicazione del salmo e cercare di metterla in pratica. Ognuna di queste indicazioni, che riassumono in sè l' amore per il prossimo, sarebbe sufficiente a rendere saldo il nostro cammino.
venerdì 21 agosto 2009
Chi non vuole vedere e chi muore
Marina Corradi su Avvenire:
Decine e decine di eritrei inabissati come una povera zavorra di ossa in fondo a quello stesso mare in cui a Ferragosto incrociano navi da crociera, traghetti, e gli yacht dei ricchi. È questo il dato che raggela ancor più. Perché in venti giorni, nelle acque della Libia e di Malta, e in mare aperto, qualcuno avrà pure incrociato, o almeno intravisto da lontano quel barcone; ma lo ha lasciato andare al suo destino. Solo da un peschereccio, hanno detto i superstiti, ci hanno dato da bere. Come dentro a una spietata routine: eccone degli altri. E non ci si avvicina. Non si devia dalla rotta tracciata, per un pugno di miserabili in alto mare. Noi non sappiamo immaginare davvero. Come sia immenso il mare visto da un guscio alla deriva; come sia spaventoso e nero, la notte, senza una luce.
Come picchi il sole come un fabbro sulle teste; come devasti la sete, come scarnifichino la pelle le ustioni. Noi del mondo giusto, che su quelle stesse acque d’agosto ci abbronziamo, non sappiamo quale spaventevole nemico siano le onde, quando il motore è fermo, e l’orizzonte una linea vuota e infinita. Non possiamo sapere cosa sia assistere all’agonia degli altri, impotenti, e gettarli in acqua appena dopo l’ultimo respiro. 'Altri' che sono magari tuo marito o tuo figlio. Ma bisogna liberarsene, senza tempo per piangere. Perché quel sole tormenta e disfa anche i morti; e i vivi, vogliono vivere. Noi non sappiamo com’è il Mediterraneo visto da un manipolo di poveri cristi eritrei, fuggiti dalla guerra, sfruttati dai trafficanti, messi in mare con un po’ di carburante e vaghe indicazioni di una rotta.
Ma c’è almeno un equivoco in cui non è ammissibile cadere. Nessuna politica di controllo della immigrazione consente a una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. Esiste una legge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa legge ordina: in mare si soccorre. Poi, a terra, opereranno altre leggi: diritto d’asilo, accoglienza, respingimento. Poi. Ma le vite, si salvano. E invece quel barcone vuoto – non il primo arrivato come un relitto di morte alla soglia delle nostre acque – dice del farsi avanti, tra le coste africane e Malta, di un’altra legge. Non fermarsi, tirar dritto. (Pensate su quella barca, se avvistavano una nave, che sbracciamenti, che speranza. E che piombo nel cuore, nel vederla allontanarsi all’orizzonte).
La nuova legge del non vedere. Come in un’abitudine, in un’assuefazione. Quando, oggi, leggiamo delle deportazioni degli ebrei sotto il nazismo, ci chiediamo: certo, le popolazioni non sapevano; ma quei convogli piombati, le voci, le grida, nelle stazioni di transito nessuno li vedeva e sentiva? Allora erano il totalitarismo e il terrore, a far chiudere gli occhi. Oggi no. Una quieta, rassegnata indifferenza, se non anche una infastidita avversione, sul Mediterraneo. L’Occidente a occhi chiusi. Cinque naufraghi sono arrivati a dirci di figli e mariti morti di sete dopo giorni di agonia. Nello stesso mare delle nostre vacanze. Una tomba in fondo al nostro lieto mare. E una legge antica violata, che minaccia le stesse nostre radici. Le fondamenta. L’ idea di cos’è un uomo, e di quanto infinitamente vale.
Ho poca voglia di scrivere qualcosa. Sono stata al mare anch' io: l' ho ammirato dalla spiaggia, dai lungomare, ho fantasticato e sognato osservando quella bella distesa d' acqua, ho scattato foto, bevuto caffè, cenato guardando le sue luci all' imbrunire. Leggendo questo articolo mi ha colto un moto di smarrimento, un senso di colpa infinito.
Non so se devo dire qualcosa ai miei nipoti che stanno crescendo e possono capire, ma pensano al mare nei termini di "vacanze" con libertà e qualche concessione in più rispetto al tempo ordinario della scuola.
sabato 15 agosto 2009
15 Agosto: Maria Assunta in Cielo

Bartolomé Esteban Murillo - Museo del Prado - Madrid
dal Web
sabato 25 luglio 2009
Lourdes

lunedì 20 luglio 2009
Endeavour, Kennedy Space Center ( Florida) - 15 luglio 2009

Questa volta non ci sono stati impedimenti. Lo Space Shuttle Endeavour è stato lanciato con successo dalla base di Cape Canaveral e raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo 7 astronauti e il modulo Kibo.
Dopo 5 tentativi falliti, finalmente la missione STS-127 è potuta partire. Per due volte il lancio era stato rinviato a causa di problemi al serbatoio. Poi è stata la volta del maltempo: una violenta bufera si è abbattuta sulla Florida, proprio in prossimità della Base Nasa, impedendo la partenza dell'Endeavour per altri 4 giorni.
Il successo è arrivato in extremis, in quanto se lo Shuttle non fosse riuscito a partire neanche stavolta, la Nasa avrebbe dovuto rimaneggiare il calendario, facendo slittare la missione STS-127 a fine luglio, per lasciare spazio alla missione Proton, che ha l'obbiettivo di rifornire la stessa Iss.
I 7 astronauti a bordo dell'Endeavour viaggeranno per 16 giorni, eseguiranno 5 "passeggiate spaziali" e avranno il compito di installare i due componenti finali del laboratorio giapponese Kibo.
(da SCOPRIRE 16 luglio 2009)
Ricordo benissimo lo sbarco sulla Luna nel luglio 1969: a casa mia acquistammo il televisore per poterlo vedere.
Le conquiste dell' uomo nello spazio sono qualcosa di incredibile e possono far pensare che sia lui il padrone del mondo.
Poi un triste giorno arriva la notizia di una missione fallita... Ancora un ricordo: tutti gli occupanti la navicella giungono morti, compresa una giovane insegnante.
La ricerca spaziale, come la vita, prosegue e altre missioni si succedono fornendo all' uomo nuove conoscenze e conquiste.
Ne sono contenta e seguo con interesse questi avvenimenti.
La mia natura però mi porta ad interessarmi maggiormente alla ricerca ed alla conoscenza dell' animo umano, del mondo interiore dell' uomo. Per fortuna non sono tutti come me, altrimenti la luna l' avremmo soltanto guardata di notte, nel cielo stellato pensando ai suoi misteriosi anfratti e alle persone a noi care che in quello stesso istante la stanno forse ammirando da altri mondi.
giovedì 9 luglio 2009
Salmo 84
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.