martedì 22 luglio 2008

Morire di ecstasy.

Tutti i media parlano della morte della ragazza di soli 16 anni a causa di una pasticca.
Leggendo "Avvenire" di oggi mi ha colpito un editoriale di Don Antonio Mazzi, del quale riporto una parte, secondo me, significativa.

....Non fermiamoci solo al problema della droga e al problema della ricchezza. È tutta l’«educazione» che va processata. Quando i padri sono più capricciosi dei figli e immolano l’intera famiglia e gli affetti, lavorando giorno e notte per cambiare la macchina, o magari per le ferie nei paradisi estivi, o ancora per comperare la seconda casa in spiaggia o in montagna faccio fatica a credere alle analisi dei super-specialisti. Secondo loro, i ragazzi normali – oggi diversamente da ieri – sono diventati terreno fertile di uso e di abuso. Ma questa è la società che ha garantiti a tutti, normali e no, adulti e giovani, i capricci. Li ha legittimati e ne ha fatto l’obiettivo principale delle fatiche quotidiane.
  Se non partiamo da questa lettura a 360° del 'diritto ai capricci' che questa società, di fatto, ha eletto come unico impegno degno di riconoscimento civile, le chiacchiere che facciamo sui giornali e che compaiono con penosa puntualità ogni volta che succede un suicidio, un omicidio, una crisi anoressica o una violenza tra bulli, non approderanno ad alcun risultato dignitoso. Anzi hanno l’aria della smorfia sarcastica di chi sorride dietro le quinte, procedendo con la massima astuzia ad esaltare i capricci, il di più, le cose non necessarie e trasformando i vizi in virtù e le virtù in beceri moralismi.

www.avvenire.it/
 

5 commenti:

  1. Non voglio fare il vecchio saggio ma negli Anni 70/80 la mentalità delle famiglie era in genere molto diversa.Negli"anni di piombo"c'era molta ideologia e molta violenza ma c'erano anche dei princìpi.

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  2. utente anonimo23 luglio 2008 15:27

    io trovo che questo articolo contenga cose molto vere, rispecchiano la realtà odierna.

    E' vero che in altri periodi storici la mentalità era diversa ma sono esistiti comunque gli abusi, ma non credo fossero diffusi come al giorno d'oggi, soprattutto con la convinzione che non facciano male e che siano "normali" per essere inseriti e accettati all'interno della società



    Sofia

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  3. @ Roberto:i principi e le regole sono stati la base della educazione nelle famiglie di alcuni decenni fa; a noi giovani sembravano costrizioni e gabbie, in realtà erano punti fermi ai quali appoggiarsi che forse i giovani d' oggi non hanno. Un caro saluto.


    @ Sofia:quando ero alle superiori il nostro abuso consisteva nel fumare di nascosto qualche sigaretta, nel dire in casa qualche bugia per un pò di libertà. Noi, in paese poi, avevamo spie dappertutto: fratelli, cugini e quant' altro, sì, perchè le ragazze non erano "uguali" ai ragazzi che godevano di molta libertà. Un giorno ti racconterò meglio e vedrai che riderai e mi considererai una poverina. Era così, ma eravamo sempre allegre. Un bacio.


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  4. Penso che il fenomeno droga riguardi tutti i ceti sociali e che il maggior responsabile sia lo Stato che non punisce severamente i grandi spacciatori e chi la utilizza.

    So di mamme che hanno combattuto contro la tossicodipendenza dei loro figli rischiando anche grosso e per poche è finita bene. L'utilizzo non dipende soltanto dal disagio in famiglia o nella società ma anche dalla nostra debolezza in un dato momento della nostra vita che può comprometterla per intero .....

    ricambio la stima, a presto.

    Asharani

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  5. @ Asharani: è un grande problema che pare nessuno prenda veramente a cuore, tranne coloro che cercano di aiutare chi è preda della droga. Condivido con te il fatto che momenti di debolezza o situazioni difficili portino all' uso di queste sostanze, ma ora lo si fa anche per futili motivi, come lo stare svegli tutta la notte. A presto.

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