martedì 3 novembre 2009

L' Europa e il crocifisso negato.




Altro che richiamo alle radici cristiane dell’Europa, prima di tutto bisogna togliere, cancellare, il crocifisso dalle classi. E’ la Corte europea dei diritti dell’uomo a stabilirlo. Per sentenza. Sembra di ricordare quel “volete Gesù o Barabba?”… “Laicamente” la Corte ha deciso che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche è “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” ed è anche una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. Il caso è stato portato davanti alla Corte di Strasburgo da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiestoall’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule.  A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione.

Cito papa Giovanni Paolo II: “Chiesa ed Europa sono due realtà intimamente correlate nella loro essenza e nel loro destino… Dobbiamo riaffermare che il Vangelo è ancora un riferimento fondamentale per l’intero Continente”. E ancora: “L’unità dei popoli europei, se vuol essere duratura, non può però essere solo economica e politica. Come ebbi a ricordare nel mio pellegrinaggio a Campostella, nel novembre del 1982, l’anima dell’Europa resta anche oggi unita, perché fa riferimento a comuni valori umani e cristiani. La storia della formazione delle Nazioni europee cammina di pari passo con l’evangelizzazione. Pertanto, nonostante le crisi spirituali che hanno segnato la vita del Continente sino ai nostri giorni, la sua identità sarebbe incomprensibile senza il Cristianesimo”.


Cito papa Benedetto XVI: “‘L’Europa  sarà realmente sé stessa solo sapendo conservare l’originalità che ha costruito la sua grandezza e che è in grado di fare di essa, domani, uno degli attori maggiori nella promozione dello sviluppo integrale delle persone che la Chiesa cattolica considera come l’unica via capace di rimediare agli squilibri presenti nel mondo”. Se viene meno il riferimento all’eredità cristiana europea, c’è il rischio che i valori fondanti della tradizione europea possano essere strumentalizzati da individui o gruppi di pressione desiderosi di far valere degli interessi particolari a svantaggio di un progetto collettivo” che ha come obiettivo principale ”la cura del bene comune degli abitanti del continente”.


Il Cristo morto in croce, il simbolo della tolleranza e del perdono “viola la libertà di religione degli alunni”,  è una minaccia alla libertà dei genitori nelle scelte educative. Un simbolo da cancellare nelle scuole. Semplicemente. Ormai si va oltre il relativismo e si pensa di imporre dall’alto delle sentenze la laicizzazione dello Stato in nome di un multiculturalismo fintamente democratico come se l’identità dei popoli fosse un “incidente della storia”.
Voi che cosa ne pensate?

blog.ilgiornale.it/taliani

6 commenti:

  1. Io credo che, in una società multietnica, multiculturale e multireligiosa come è la nostra, non si possa imporre per legge la presenza di un simbolo religioso in un luogo pubblico. Ma credo parimenti che non si debba forzarne la rimozione, nel momento in cui questo simbolo c'è. E se c'è, il motivo sta nella nostra tradizione, che deve essere rispettata e valorizzata, non rinnegata. Vedo, in questa sentenza, poco desiderio di libertà e molta fobia nei confronti della religione, non necessariamente cattolica. Marco

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  2. con tutti i casini che abbiamo guaerda un pò se dobbiamo perdere il sonno per sta roba... boh

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  3. Sono rimasta basita.... Anche il Crocefisso adesso....Bè facciamo allora togliere tutti gli altri segni di religione agli altri, compreso velo, burka, basette lunghe e zuccotto per gli ebrei.

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  4. utente anonimo6 novembre 2009 00:29

    bhe!!!!!! non ho parole ....si può solo dire che solo in italia possono succedere certe cose anzi ...purtroppo viviamo in un paese dove diamo troppa libertà di azioni ,parola,o quant'altro sempre e solo a discapito nostro e di chi come noi ci è nato e vissuto .Perchè,mi chiedo,noi quando andiamo in altri paesi rispettiamo tutto e tutti e noi a casa nostra non siamo liberi di avere un crocefisso simbolo della nostra religione?

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  5. ANONIMO: Mi dispiace che tu non ti sia firmato. Grazie comunque per l' intervento.

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  6. PIT: sei la solita simpatica. Ti immagini far tagliare le basette?

    Pheder: nessuno perde il sonno. E' un problema anche questo.

    VANY: grazie di esserci sempre.

    MARCO: sono d' accordo con te per quanto riguarda la fobia verso la religione in generale. Come se i mali del mondo venissero dalla religione e non dal cuore dell' uomo, indurito e chiuso agli altri.

    LUCIA:  mi pare che le cose stiano andando come desideri. Ciao

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