giovedì 25 marzo 2010

Cristiani in Pakistan


La notizia del Cristiano, dipendente di una famiglia facoltosa, bruciato vivo in Pakistan perchè restio a convertirsi all' Islam, trasmessa l' altro giorno dai media, mi ha molto sconvolta e mi ha fatto riflettere. Avendo conosciuto alcune donne islamiche, dai loro discorsi mi ero quasi convinta che nessuno di loro desidera la morte degli altri. Non so che cosa dire, nè che cosa pensare.
Ho trovato sul quotidiano on-line Petrus questo articolo che propongo alla vostra attenzione






In aumento le persecuzioni ai danni dei cristiani in tutto il mondo. Il grido d’allarme dei Vescovi del Pakistan: “Siamo trattati come bestie”. Il Cardinale Sandri accusa l’Occidente di indifferenza





CITTA’ DEL VATICANO - Aumentano, nel mondo, le violenze contro le minoranze religiose, in particolare contro i cristiani. La denuncia viene dall'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l'ufficio dell'Onu di Ginevra, mentre dal Pakistan giunge un appello ad un intervento internazionale, perche' ''in alcune aree i credenti sono trattati come bestie''. E il Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, il Cardinale Leonardo Sandri, denuncia ''l’indifferenza dell'Occidente'' di fronte alle persecuzioni dei cristiani d'Oriente. ''La comunita' internazionale - ha detto Tomasi in una intervista alla Radio Vaticana - deve assumersene una responsabilita', in qualche modo, nel trattare anche tale questione in maniera sistematica. Tra l'affermazione dei grandi principi che sono enunciati, per esempio nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, e la pratica quotidiana in molti Paesi, c'e' di mezzo un grande vuoto''. ''Non possiamo vivere nell'indifferenza, di fronte al dramma che stanno vivendo molti nostri fratelli cristiani'', ha insistito, dal canto suo, il Cardinale Sandri. Intanto dal Pakistan giunge l'accorato appello affidato all'agenzia vaticana ‘Fides’ dal segretario della Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale, padre John Shakir. ''In Pakistan i cristiani soffrono e vedono la loro vita in pericolo ogni giorno. In alcune aree i credenti sono trattati come bestie, in condizioni di schiavitu', o sottoposti a vessazioni, violenze e conversioni forzate''. Shakir denuncia ''una islamizzazione crescente'' e ''un quadro normativo che consente e legittima discriminazioni e anche atti di persecuzione''. Di questo i vescovi chiedono che si parli nel vertice Usa-Pakistan in corso a Washington.

7 commenti:


  1. Io credo che debbano davvero fare qualcosa per far cessare questi martirii.
    Sono senza parole!!
    Grazie Paola.

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  2. Per quello che ho potuto vedere i cristiani nei paesi islamici sono pesantemente discriminati.Brava Paola per questa segnalazione.Roberto

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  3. Grazie per tenere desto il nostro cuore su queste cose
    Paolo

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  4. DANIELA: le parole non ci sono. C'è solo da pregare, se ne siamo ancora capaci. Buona giornata. Un abbraccio.

    ROBERTO: quando qualcosa mi colpisce nell' animo lo condivido qui. Grazie per esserci. Buona giornata.

    PAOLO: benvenuto nel mio Blog. Ti ho messo fra i miei link. Bentrovato.

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  5. Ho sentito anch'io la notizia. E' terribile e non ci sono parole per descrivere quello che provo.

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  6. KATHE: è veramente terribile. Che la domenica delle Palme ci porti un pò di pace.

    VANY: buon fine settimana anche a te. Grazie dell' immagine.

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  7. utente anonimo5 aprile 2010 23:14

    In Pakistan la condizione delle minoranze religiose e'molto seria e c'e davvero di che essere preoccupati:io conosco benissimo il Paese,mia moglie e' pakistana musulmana io cristiano ed e' gia' un mezzo miracolo che abbiamo potuto sposarci col consenso della sua famiglia,in ogni caso penso che l'unico modo per cambiare le cose sia quello di agire con una"dolce,progressiva ma ferma"pressione politica sulle autorita e sul governo invitando i pakistani a tornare alle loro origini vere a quei valori laici e democratici, se pure ispirati all'islam,e in questo non c'e niente di male,enunciati dal padre fondatore della nazione Ali Jinnah che insieme a Gandhi fu davvero un grande statista:facendo leva sul fatto che i pakistani,forse al contrario di noi,sono molto patriottici forse potremo convincerli a ripensare al loro stesso modello di Stato.E ricordiamoci che i governanti pakistani hanno comunque un grandissimo bisogno di noi e poi non dimentichiamoci che siamo tutti figli di uno stesso Dio.Un saluto cordiale,Pierluigi-Arezzo

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