mercoledì 29 febbraio 2012

Sali sulla mia barca


Sali sulla mia barca, Signore !

Tante volte ho avuto l'impressione
che la mia vita
sia come una notte trascorsa
in una pesca fallita.

Allora mi assale la delusione,
mi prende il senso dell'inutilità.
Sali sulla mia barca Signore,
per dirmi da che parte
devo gettare le reti,
per dare fiducia ai miei gesti,
per capire che non devo
lavorare da solo,
per convincermi che il mio lavoro
vale niente senza di Te,
senza la Tua presenza.

Sali sulla mia barca Signore,
per donare calma e serenità.
Prendi Tu il timone:
accetto di essere tuo pescatore.
Insieme pescheremo, Signore,
e giungeremo sicuri
al porto della vita.

15 commenti:

  1. Di questi tempi abbiamo sempre più bisogno di non essere lasciati soli, o la barca andrà alla deriva, purtroppo!

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  2. Spesso mi capita di smarrire il mio pensiero, ma forte è il ritorno. Le nostre anime sono fragili. Solo Dio ci può prendere e condurre per mano.Un caro saluto e tanta serenità.ciao franca ceglie

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    1. Sei una donna molto forte, cara Franca: il tuo Blog è per me di grande aiuto. Dio è sempre con noi. Un abbraccio.

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  3. Sempre tanto belle le cose che scrivi! Grazie

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  4. Attenta a non prendere una Costa crociera.... che di questo periodo....

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    1. L'ho presa nel 2008 e mi è andata bene. Si chiamava Costa Fortuna. Eh eh...

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  5. Con il Signore andrei su qualsiasi barca..con Lui tutto acquista senso e verità. Bacioni carissima Censorina ^_^

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    1. Vero carissima. Bacioni a te e buona domenica.

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  6. *Guidami Signore nella tua via*

    Conosco delle barche
    che restano nel porto per paura
    che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
    Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
    per non aver mai rischiato una vela fuori.
    Conosco delle barche che si dimenticano di partire
    hanno paura del mare a furia di invecchiare
    e le onde non le hanno mai portate altrove,
    il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
    Conosco delle barche talmente incatenate
    che hanno disimparato come liberarsi.
    Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
    per essere veramente sicure di non capovolgersi.
    Conosco delle barche che vanno in gruppo
    ad affrontare il vento forte al di là della paura.
    Conosco delle barche che si graffiano un po’
    sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
    Conosco delle barche
    che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
    ogni giorno della loro vita
    e che non hanno paura a volte di lanciarsi
    fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
    Conosco delle barche
    che tornano in porto lacerate dappertutto,
    ma più coraggiose e più forti.
    Conosco delle barche straboccanti di sole
    perché hanno condiviso anni meravigliosi.
    Conosco delle barche
    che tornano sempre quando hanno navigato.
    Fino al loro ultimo giorno,
    e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
    perché hanno un cuore a misura di oceano.

    *Jacques Brel*

    Buon Weekend cara amica,1 abbraccio
    ♥ vany

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  7. Bellissima cara Viola, ti ringrazio di questa pubblicazione che mi pone un grande interrogativo: quale barca sono io? Forse non sempre la stessa in ogni occasione e nelle varie fasi della vita.Questo scritto richiede meditazione.
    Un abbraccio a te. Buona domenica.

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  8. Pensare che hai la ricetta così a portata di mano!
    La parola scritta 2012 lo chiamano vangelo

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  9. Cara Paola,
    Non so tu...ma io sono barchetta impaurita ed oscillante,solo la preghiera mi rende più tranquilla,ma comunque qualche volta oscillante e altre timorosa.
    1 Bacetto ♥

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