venerdì 25 aprile 2008

Il mio incontro con l' enigma (La Stampa)

Padre PioPadre Pio: un frate malato di protagonismo o un isterico imitatore di Francesco d’Assisi straziato dalle piaghe di Gesù? Oppure talpa del Sacro venuta dal buio medievale per rivelarne la nascosta luce? Certamente questo amarcord del Vecchio Cronista sull’incontro ch’ebbe (giovanissimo) con Padre Pio da Pietrelcina il 10 di febbraio del 1949 non presume di suggerir risposta ai tanti interrogativi così sintetizzati. E però quell’incontro lontano ma presente nel mio presente, forse, dico, quell’incontro può, oggi, valere da testimonianza. Di un laico.


Nevicava furiosamente, a San Giovanni Rotondo. Dopo un’ora di marcia nella tormenta irruppi sfinito nella sacrestia del convento trovandomi a mezzo metro dal frate in lieta chiacchiera coi fedeli. «E tu che vuoi?», chiese intrigato. Parlarle a tu per tu, dissi, sollevando un coro di proteste mentre il frate guadagnava la clausura. A un passo dall’uscio fece dietrofront, m’afferrò per un braccio e via con lui. «Tu che vuoi da me, tu si ’nu giornalista, nevvero?, io con voi non ci parlo, mi inguaiate scrivendo che faccio miracoli. Il tempo dei miracoli passò». E poiché, confuso, tacevo: «Tu che vuoi da me?», disse. Non lo so, padre. Avevo preparato molte domande, non ne ricordo una. Poi, maldestramente:... e le ferite, le fanno male?, dissi. «Figlio mio, perché mi chiedi questo?», sussurrò pallido. Un silenzio breve e, poi: «Inginocchiati che ti benedico... Giustappunto, come va con la fede?». Non lo so, padre, va e viene, non lo so, ecco, dissi.

Ora sono in ginocchio e la sua mano carezza la mia spalla. La stringo piano e incredulo, quasi inorridito, sento il pollice affondare nel palmo della mano del frate. Violenta una vertigine subitanea mi stravolge ma è un attimo, per fortuna. «Felice viaggio di vita, guagliò e tieni a mente che certum est quia impossibile: attaccate a ’sta zattera e camminerai sereno. E adesso sciò, vattenne». La sua cella ha il numero 5. Sull’architrave è scritto «la gloria terrena ha per compagna la tristezza»
.

                                                 IGOR MAN

10 commenti:

  1. utente anonimo25 aprile 2008 21:43

    Che dire? Quando si parla di Padre Pio mi salgono le lacrime agli occhi. Non l'ho mai incontrato da vivo ma la mia vita, appesa a un filo, quando avevo 19 anni, è stata salvata dalla sua intercessione.

    Mia madre, in una notte di disperazione, avevo la menengite e ancora non era stato scoperto, ha scritto al Padre, di cui sentiva parlare da una figlia spirituale, sua amica. In quella notte è come se lui mi avesse risvegliata.

    Sono stata in ospedale tre mesi e poi ho ripreso la mia vita di ragazza e studentessa universitaria, come se niente fosse successo, con una grande ricchezza nel cuore.

    Grazie Padre Pio, scusa se ti chiamo ancora così, tu sapevi che la mia inutile vita doveva ancora servire al Signore, perchè potessero attuarsi i suoi progetti d'amore e, in questi, rivelare la Sua gloria e la Sua bontà.

    Annuccia

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  2. Annuccia carissima, avevo già letto di questo fatto straordinario, di cui hai parlato in altra sede.

    Soltanto con gli occhi della fede si possono scorgere i doni misteriosi di Dio. Ti abbraccio.

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  3. Invidio, profondamente, chi ha fede.

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  4. Se questo è il tuo sentimento, sei sulla strada giusta. Chissà che anche tu non riceva questo dono quando meno te lo aspetti. Un abbraccio. Buona domenica.

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  5. grazie onoratissimo

    ti prego torna quando vuoi stef

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  6. utente anonimo27 aprile 2008 11:50

    non sono paricolarmente devota di Padre Pio per cui quando ho fatto questo sogno mi sono stupita:un grosso camion mi stava investendo in un via stretta con alte mura ai lati non avevo via di scampo quando vedo Padre Pio seduto ad un tavolo il camion si avvicina mi proteggo la testa ma a pochi centimetri il mezzo diventa un giocattolo e il Santo mi dice: ma credevi davvero che ti avrei lasciato travolgere? ma io veramente a Padre Pio non ci pensavo mai anzi non mi era particolarmente simpatico perchè lo trovavo troppo duro e scontroso Giulietta

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  7. Cara Giulietta, purtroppo non ricordo il tuo Link e non posso restituirti la visita. Credo che il tuo sogno stia a significare che sei sotto la protezione del Santo.

    Ti prego, fatti riconoscere. Un abbraccio.

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  8. ...quando si incontrano persone con una grande energia... non si può non esserne contaminati...

    un abbraccio

    gino

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  9. Anche a me qualcuno ha raccontato un incontro con P.Pio molto simile a questo...quasi quasi ne faccio un post...

    A proposito...sul problema di mia figlia avevi ragione il testo da me trascritto era inesatto, il testo diceva "Nel portapenne di Carlo ci sono 11 pastelli, 3 non hanno la punta di quanti pastelli può disporre Carlo?" Così fila meglio ma...è consumista lo stesso...

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  10. Avrei bisogno che la mano benedetta del Santo Padre Pio si poggiasse sul mio ginocchio, ma penso sempre a chi ha più necessità. E mi accontento dell'accettazione di questo mio nuovo stato di vita. Sono certa della Sua santità anche in vita.
    ciao

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